Sede attuale

La nostra sede si trova proprio all’interno del magazzino, una scelta fatta per condividere con l'intero gruppo una vera esperienza di comunità. Gli alloggi sono strutturati all’europea, ma mantengono una semplicità pulita che non ostenta differenze: i ragazzi che vivono nelle stanze annesse alla struttura godono infatti delle nostre stesse identiche comodità. Da sempre condividiamo con loro agi e disagi al 100%. Qui accogliamo chiunque: dal bambino all’anziano, da chi chiede un pasto a chi ci confida le proprie difficoltà quotidiane, fino ai politici, ai rappresentanti governativi, ai viceministri e ai religiosi di ogni confessione. Diamo ascolto a tutti con la stessa misura e dignità, cercando di fare il massimo. Ad ogni ora del giorno può entrare qualcuno con la motivazione più diversa; persino in campo medico sono sempre di più le persone che cercano da noi un aiuto o un appoggio. Per questo motivo, la nostra sede è stata affettuosamente soprannominata “Il Porto di Mare“.

Inizialmente avevamo pensato di trasferirci in una struttura più grande e dedicata, ma ci siamo resi conto che questa preziosa condivisione sarebbe andata perduta, e abbiamo rinunciato. In questo luogo facciamo riunioni, promozioni, cambi di ruolo e necessarie strigliate; qui si pianifica il futuro e ognuno si sente libero di raccontare le proprie speranze e i propri sogni. Con il tempo, i nostri ragazzi hanno imparato ad apprezzare questo modo di convivere e collaborano attivamente per mantenere lo spazio ordinato e pulito a beneficio di tutti. Gli appartamenti sono ormai ultimati e abbiamo creato anche dei posti letto confortevoli per ospitare parenti e amici italiani, facendoli sentire subito a casa.

La nostra Stefania, vera punta di diamante della ditta, è una presenza costante in loco, infaticabile e sempre disponibile per tutta la nostra grande famiglia. Nulla di quanto costruito finora sarebbe stato possibile senza il suo straordinario lavoro. Ormai, però, siamo arrivati a un punto di svolta: da sola fatica a gestire una realtà così grande e servirebbe un aiuto concreto sul campo. Poiché nessuno di noi, al momento, può lasciare definitivamente l'Italia per trasferirsi in Guinea-Bissau, abbiamo trovato una soluzione: con la partenza del progetto anacardi in Italia a gennaio 2024, ci daremo il cambio a turno per coprire la gestione tra i due Paesi. Sarà una nuova avventura che ci metterà ulteriormente alla prova, ma andremo avanti come sempre: a testa bassa, con tenacia e senza mollare mai.

Raccolta Anacardi e ZEUS s.r.l

Fin dal 2015, il nostro sogno è stato quello di portare in Italia gli anacardi che questa terra offre in quantità straordinarie e che crescono spontaneamente nelle foreste. A detta dei maggiori esperti del settore, quelli della Guinea-Bissau sono i migliori al mondo. Per raggiungere questo traguardo, abbiamo dovuto immaginare da zero un’infrastruttura sul posto capace di gestire le prime fasi della filiera. Un passo alla volta, siamo arrivati ad avere le strutture, le competenze e il personale necessari per affrontare questo grande progetto.

Tutto ha inizio con la raccolta manuale delle noci, raccolte a terra una ad una quando sono mature. Da una parte viene messo il falso frutto, che la popolazione spreme per ricavarne una bevanda fermentata; dall’altra viene immagazzinata la noce di cajù, che viene insaccata e venduta. Ogni famiglia può raccogliere fino a 4-5 tonnellate in una stagione, e le grandi navi cargo ne esportano a milioni, rappresentando la principale fonte di reddito per l’intero Paese. Tuttavia, la tostatura viene svolta per il 99% nei Paesi di destinazione (India, Cina, Pakistan, Russia). Per questo il nostro obiettivo futuro è realizzare un impianto di tostatura, sgusciatura e confezionamento direttamente qui a São Domingos... a casa loro, come è giusto che sia, per far lavorare e guadagnare la popolazione locale con un reddito che ne rispetti la dignità. Finora il nostro impegno è stato quello di comprare il raccolto a un prezzo equo, spesso rimettendoci, per poi rivenderlo al porto: il guadagno non fa ancora parte del progetto, verrà più avanti. Nelle prime cinque campagne abbiamo commercializzato dalle 43 alle 46 tonnellate a stagione, dando lavoro a oltre 120 persone.

Le nostre previsioni si sono avverate e a gennaio 2024 abbiamo costituito la "ZEUS s.r.l." in Italia. Con l’aiuto dei nostri dipendenti Matteo e Anna, stiamo strutturando l'azienda per gestire il primo ordine di 5 tonnellate. Le cose da fare sono tantissime: dal nuovo sito e-commerce alle vendite sui marketplace, fino alle certificazioni che faranno di Zeus il punto di riferimento per gli amanti di questo prodotto. Partiremo come grossisti e con la vendita online di confezioni di varie grammature, ma l'obiettivo è sfruttare le incredibili proprietà di questa materia prima per creare sughi, farine, burro, dolci, barrette, fino a prodotti per la cosmesi e l'integrazione (shampoo, balsamo, creme). Zeus sarà "La Casa degli Anacardi".

Nel corso dell'anno amplieremo la rete commerciale, puntando a importare 10 tonnellate il prossimo anno. Tutti i guadagni saranno reinvestiti nel progetto per dare a São Domingos un futuro dignitoso e duraturo. Un immenso traguardo è già stato raggiunto: abbiamo ottenuto la Certificazione Biologica sia per la STE.MA. Group Sarl (tramite l'ente portoghese Agricert) sia per la Zeus s.r.l. (tramite Bioagricert in Italia). Dopo mesi di ispezioni, documenti e viaggi, entrambe le società sono state promosse a pieni voti. Il primo carico di 5 tonnellate è in partenza: lo faremo confezionare dalla ditta TFS di Mirko, una persona squisita, competente e straordinariamente disponibile con noi neofiti di questo settore. Insieme a lui e alla sua squadra svilupperemo nuovi prodotti per distinguerci sul mercato. Abbiamo il miglior prodotto al mondo, siamo certificati BIO, siamo online... NESSUNO CI PUÒ FERMARE! Ci rimettiamo in gioco, consapevoli di aver costruito qualcosa di grande, di etico e di profondamente buono.

Magazzino

Fin da subito è stato il nostro “campo base” e il cuore pulsante di tutto. La vita sociale del nostro gruppo gira interamente intorno e dentro al magazzino: qui dormiamo noi e buona parte dei nostri ragazzi, si mangia tutti insieme, si condividono le serate, si organizza il lavoro e si fanno le riunioni con i responsabili di settore. A tutti gli effetti è la grande casa di tutti, che noi chiamiamo “Il Porto di Mare” perché a qualsiasi ora c’è un via vai continuo di persone. C'è chi si ferma a ricaricare il cellulare, chi passa solo per un saluto o per bere un bicchiere d’acqua, chi si ferma a pranzo, chi ci porta in dono i manghi e chi si affaccia timido al cancello, curioso di spingere lo sguardo dentro il nostro mondo. E fuori, tutto intorno, bambini... tantissimi bambini.

Abbiamo scelto deliberatamente di unire e rendere comunicanti i nostri alloggi con il magazzino proprio per questo: per essere un tutt’uno con la loro realtà, senza barriere o differenze. Da sempre viviamo e mangiamo insieme, ed è bellissimo vedere un'unica grande insalatiera al centro del tavolo, con tanti cucchiai intorno che attingono contemporaneamente. Come in una grande famiglia, viviamo un’esperienza di comunità che aiuta a crescere dentro.

Nell'aprile 2019 abbiamo intonacato e pitturato la struttura di bianco, sostituendo anche una parte del tetto in lamiera con delle onduline in plastica per lasciare entrare la luce naturale, rendendo l’ambiente ancora più accogliente. Un po’ alla volta cerchiamo di rendere questa casa comune sempre più bella, ed è gratificante vedere che i ragazzi si alternano a turno per tenerla pulita e in ordine – o almeno, così sembra a loro, secondo un concetto di ordine ben lontano dai canoni italiani, ma pieno di buona volontà. Questa è a tutti gli effetti la nostra sede e la viviamo ogni giorno dando il massimo. A volte passiamo le giornate all'interno senza uscire per giorni, ma restiamo sempre connessi alla nostra gente che, in questo via vai quotidiano, ci porta i racconti, le storie e le novità che rappresentano il vero respiro dell'Africa.

Loja

Fin da subito ci siamo resi conto che la nostra impresa aveva bisogno di finanziamenti ingenti. Non essendo una Onlus, non potevamo contare su donazioni o investitori a fondo perduto; per questo abbiamo pensato di autofinanziarci attraverso alcune attività parallele.

L'apertura di un negozio di pezzi di ricambio e materiali di consumo per auto e furgoni sembrava un'ottima idea e, inizialmente, ha rappresentato un piccolo aiuto per il progetto generale. Il picco delle vendite si concentrava durante la stagione di raccolta degli anacardi, quando i mezzi pesanti necessitavano di continue manutenzioni a causa delle condizioni disastrose delle strade sterrate. Anche nel resto dell'anno i trasporti pubblici e i tipici guiri-guiri, che fanno continuamente la spola tra Bula, Canchungo e Bissau, richiedevano riparazioni; tuttavia, il ritorno economico era esiguo e, alla lunga, di scarsa utilità per la nostra stessa gente.

La concorrenza locale era spietata: ai commercianti del posto basta guadagnare il minimo per la giornata per essere soddisfatti. A questo si sono aggiunti ammanchi di materiale non autorizzati e inventari che non tornavano mai, superando ogni nostra previsione e rendendo la gestione insostenibile. Quando abbiamo capito che l'attività era strutturalmente in passivo e senza reali margini di recupero, abbiamo preso la decisione più lucida: rinunciare al negozio per non disperdere le nostre energie.

Parcheggio

Da una specifica richiesta delle autorità locali è nato il progetto del parcheggio per camion. In passato, gli ingorghi stradali causati dalla sosta selvaggia dei mezzi pesanti sull’unica via di São Domingos avevano provocato troppe tragedie tra la popolazione. Con l’apertura di questa nuova area, capace di accogliere fino a 120 camion, la strada è finalmente libera e sicura. Al suo interno abbiamo realizzato un'area relax di 140 mq dotata di tavoli e sedie: uno spazio di ristoro e incontro dove gli autisti possono condividere momenti di svago. Nei nostri piani c'è anche la costruzione di una pesa pubblica a supporto delle attività doganali, che realizzeremo appena possibile con i proventi del parcheggio stesso. La struttura offre inoltre quattro bagni, quattro docce e locali che mettiamo a disposizione gratuitamente agli enti statali per snellire i tempi d'attesa della burocrazia.

A pieno regime, la gestione darà lavoro a circa 25 persone. Abbiamo già cementato a nostre spese l'intero tratto che collega la viabilità principale al parcheggio e stiamo pavimentando, un po’ alla volta, anche l’intera area interna. L’intera comunità attendeva con ansia questo momento: la fine degli incidenti e la ritrovata serenità dei genitori, finalmente liberi di mandare i figli a scuola senza la paura costante che non facciano ritorno. Questo traguardo è diventato realtà il 2 febbraio 2021. Da quel giorno, in stretta collaborazione con la dogana, nessun mezzo può più sostare in strada durante le pratiche di sdoganamento, lasciando libera la circolazione. Un risultato straordinario frutto di anni di duro lavoro.

C'è ancora molto da fare: completare la cementificazione del piazzale, edificare magazzini di stoccaggio, creare alloggi notturni per i camionisti e ampliare gli uffici per il personale doganale e per il nostro team. Nel 2022 abbiamo ripristinato l’ingresso, che aveva subito cedimenti a causa delle piogge, e riparato le buche stagionali. Il 2023 è stato dedicato al consolidamento della pavimentazione, un processo di assestamento che si completerà nel corso del prossimo anno. Nel 2024, con la fine dei lavori strutturali, abbiamo preso una decisione importante riguardo al servizio di ristorazione: abbiamo scelto di affidarlo alla gente del posto. Vicino al cancello d'ingresso sono nati così diversi chioschetti gestiti dai residenti, creando un indotto terziario auto-organizzato che stimola lo spirito imprenditoriale locale e contribuisce alla loro autodeterminazione. Negli anni abbiamo ricevuto le visite ufficiali di numerosi esponenti del Governo e delle Amministrazioni: tutti si sono congratulati, riconoscendo la nostra struttura come il parcheggio più grande e meglio gestito dell’intera area CDAO (che comprende Guinea-Bissau, Guinea-Conakry, Gambia, Ghana e Senegal). Curiamo questo progetto in modo maniacale, fieri dell'impatto vitale che ha sulla comunità. E per evitare che qualche autista meno esperto danneggi in retromarcia il muro di cinta – come purtroppo è già accaduto – ci stiamo organizzando per installare dei cordoli ferma-ruote a distanza di sicurezza.

Fabbrica acqua

La risorsa idrica della zona è purtroppo carente e spesso la popolazione è costretta a utilizzare l'acqua del fiume, senza alcuna purificazione o filtraggio. I pochissimi pozzi privati vendono a caro prezzo questo “oro bianco”, e agli angoli delle strade si incontrano frequentemente le cosiddette “Donne dell’Acqua”, che per 50 franchi CFA (circa 0,076 euro) vendono buste sigillate da mezzo litro di acqua filtrata.

Con un notevole sforzo economico, abbiamo fatto trivellare il sottosuolo per scavare due pozzi profondi ben 37 metri. L'opera ci è costata 12.000 euro a pozzo, a cui si sono aggiunti altri 3.000 euro per le pompe di aspirazione. Si tratta di investimenti che nessuno sul territorio ha la forza economica di sostenere, lasciando la popolazione privata di un bene di prima necessità indispensabile per la vita. Il nostro progetto prevede l’estrazione dell’acqua dalle falde profonde, la purificazione, il filtraggio e il confezionamento in buste da mezzo litro, vendute a prezzo agevolato. A regime, il piano impiega 15 persone tra la produzione e la rete di distribuzione nei punti prestabiliti del territorio. La nostra acqua, prelevata direttamente dalla falda acquifera, è la più buona e pura della zona, senza contare che siamo sempre generosi nel dosaggio.

I nostri ragazzi stanno imparando a gestire la manutenzione dei macchinari. È una sfida non da poco per loro, che in alcuni casi non sanno né leggere né scrivere; proprio per questo, abbiamo avviato sessioni di alfabetizzazione al di fuori dell'orario di lavoro. All'interno della fabbrica di circa 400 mq, stiamo organizzando anche un deposito di stoccaggio per forniture speciali. Dopo aver superato i problemi iniziali con tre macchinari italiani non idonei, oggi ne abbiamo uno che risponde bene, affiancato da una macchina senegalese che ci garantisce un'elevatissima produzione. Stiamo allargando il nostro bacino d'utenza, effettuando consegne che superano i 10 km di distanza. Nel corso del 2024, contiamo di incrementare ulteriormente la produzione acquistando una seconda macchina senegalese; in questo modo potremo dedicare ogni impianto a un formato specifico (da 500 ml e da 250 ml), senza dover riconfigurare continuamente i settaggi. La nostra politica di prezzi calmierati ha riscosso un enorme successo: abbiamo raggiunto il perfetto punto di pareggio, coprendo le spese senza rimetterci ma senza scopo di lucro. Il nostro obiettivo è pienamente raggiunto e consolidato: dare lavoro stabile alla gente e offrire alla comunità un servizio vitale.

Acqua per i bimbi degli asili

La risorsa idrica della zona non è delle migliori , spesso la popolazione usa acqua di fiume non purificata né filtrata .
I pochissimi pozzi privati vendono a caro prezzo questo “ ORO BIANCO “ e spesso si trovano agli angoli delle strade quelle che chiamano “ Donne dell’Acqua “ che per 50 franchi cfa ( 0,076 euro )vendono buste sigillate da mezzo litro di acqua filtrata .
Con notevole sforzo economico abbiamo fatto scavare due pozzi tramite trivellazione del sottosuolo e posizionamento di tubi contigui che raggiungono i 37 metri di profondità .
Ci sono costati 12.000,00 euro l’uno oltre al costo delle pompe di aspirazione per altri 3.000,00 euro .
Nessuno ha questa forza economica e quindi tutta la popolazione è carente di un bene di prima necessità indispensabile per la vita .
Il nostro progetto prevede l’estrazione di acqua dalle falde profonde , la purificazione ed il filtraggio , il confezionamento di buste da mezzo litro e la vendita ad un prezzo agevolato .
Lo studio di fattibilità prevede l’impiego di 15 persone per la produzione e per la rete di distribuzione in punti prestabiliti del nostro territorio.
La nostra acqua prelevata direttamente dalla falda acquifera è la più buona e la più pura senza contare il fatto che siamo sempre abbondanti nel dosaggio ….
I nostri ragazzi stanno facendoci la mano sulla manutenzione e gestione delle macchine , cosa non da poco per loro che in alcuni casi non sanno neanche leggere o scrivere , ma anche su questo al di fuori dell’orario di lavoro ci stiamo lavorando .
Con la fabbrica di circa 400 metri quadri ci stiamo organizzando per fare anche deposito di stoccaggio per richieste particolari di fornitura e con le nostre macchine in funzione a pieno regime stiamo valutando la necessità di nuove assunzioni di altri ragazzi .
Al momento , dopo vari problemi affrontati con 3 macchinari italiani non idonei ne abbiamo uno che sembrerebbe funzionare bene , inoltre abbiamo una macchina senegalese che ci garantisce una elevatissima produzione .
Ci stiamo facendo la mano e stiamo allargando il bacino di utenza e stiamo iniziando a consegnare anche a distanze superiori ai 10 Km .
In futuro contiamo di aumentare ancore la produzione per dare acqua a più popolazione possibile portando carichi sempre maggiori , con i nostri camion , anche alle Tabanche più distanti .
Contiamo nell’arco del 2024 di implementare la produzione con l’acquisto di una seconda macchina senegalese per gestire meglio la produzione impostando ogni macchina per un dosaggio diverso in modo da produrre buste sia da 500 ml , sia da 250 ml senza dover cambiare ogni volta le impostazioni .
Il prezzo calmierato ha riscontrato molto successo e siamo arrivati al limite consentito permettendoci di andare in pari con le spese senza rimetterci ma senza guadagnare .
Alla fine abbiamo raggiunto il nostro scopo di far lavorare un po’ di persone e fornire un servizio per loro essenziale .
Questo obbiettivo si può dire raggiunto e consolidato .

Tostatura Anacardi

Questo progetto è il cuore del futuro per tutti noi e tutti loro , comincerà quando con la ditta in Italia saremo ben avviati e darà lavoro a centinaia di persone .
In Italia stiamo facendo elaborare dal nostro “ Puffo Inventore “ , Roberto , un macchinario in grado di “ decascare” ( sgusciare) gli anacardi cercando di lasciarli interi per poter ambire ad un mercato di buon livello .
Stiamo facendo prototipi che ci porteranno a sgusciare circa 200 tonnellate all’anno , non siamo pronti e ci vorrà tempo anche per definire gli altri passaggi di spellicinatura , tostatura , selezione e confezionamento .
Per il prossimo anno 2025 ancora non sarà possibile far partire il progetto tostatura ma per il futuro contiamo di farlo partire , abbiamo già il terreno e stiamo brevettando il macchinario per la sgusciatura che al momento è solo un prototipo semiautomatico .
In Aprile 2023 lo abbiamo sperimentato e ci siamo resi conto che un macchinario con una sola misura non è sufficiente per gestire le varianti dimensionali delle noci di cajù .
Per questo motivo , ora , dobbiamo apportare modifiche che ci consentano di gestire almeno 5 misure diverse .
Lo stiamo rendendo più veloce e stiamo cercando di risolvere gli altri aspetti della catena di lavorazione .

Abbiamo ancora tempo e lo sfrutteremo al meglio per essere pronti quando daremo il via al progetto .
Ogni attività che fin dall’inizio è stata messa in campo è da sempre stata fatta con l’obbiettivo di renderci autosufficienti e ricavare abbastanza fondi per realizzare l’impianto di tostatura e far arrivare in Italia un prodotto : raccolto , tostato , sgusciato , spellicinato , selezionato , confezionato a norme europee e trasportato in Italia pronto per la vendita diretta senza intermediari .
Il tutto fatto solo ed esclusivamente direttamente sul posto in modo che una risorsa della Guinea Bissau produca il massimo del reddito direttamente alla gente della Guinea Bissau .
Il nostro intento è che il ricavato venga nuovamente investito sul territorio espandendo le attività e coinvolgendo altre persone che potranno così dare una spinta allo sviluppo della loro terra .
Gli scenari futuri e le potenzialità sono impressionanti . Se riusciamo ad entrare nel mercato Europeo con un buon prodotto si potrà aumentare la produzione che , reinvestendo i guadagni , consentirà di far diventare Sao Domingos il principale polo di lavorazione degli anacardi dando lavoro a più di 1.000 persone che a loro volta potranno mantenere le loro famiglie e far studiare i figli , con tutti i vantaggi che ne deriveranno per lo sviluppo del paese .
Il terreno è già stato acquistato , un progetto di massima è già stato abbozzato ....
La strada è lunga e le cose da fare sono immense , solo quando il nostro “ Paron Grande “ potrà rallentare con il suo lavoro avrà il tempo di dedicarsi anima e corpo alla realizzazione di questo grande sogno che catapulterà l’intero paese di Sao Domingos in una nuova era di sviluppo e lavoro per tutti .

Tutti siamo elettrizzati e stiamo impegnandoci a realizzare le condizioni affinché tutto questo possa avvenire .
Il 2024 , con l’apertura della ditta in Italia , sarà il trampolino sperimentale che se andrà a buon fine darà il via a questo grande sogno .
Il resto si farà cammin facendo ....

Ambulatorio medico e odontoiatrico

Da una recente idea è nato il progetto di costruire all’interno del parcheggio , una struttura che possa accogliere un ambulatorio medico di prima necessità dotato di un ‘ Auto Medica per portare le persone che ne necessitano all’ospedale della capitale dal momento che l’intera zona non ha la disponibilità di un ‘ Ambulanza .
Ideale sarebbe annettere all’Ambulatorio Medico anche una Studio Dentistico .
Al momento nella zona dove siamo adesso e per il raggio di 200 km non c’è un dentista e la popolazione si affida all’unico medico presente a Sao Domingos che , con una pinza , soddisfa le necessità di togliere i denti a chi al culmine della sopportazione preferisce farsi estrarre un dente senza tante cerimonie e senza anestesia piuttosto che continuare a soffrire .
Dotare il luogo di questa struttura con attrezzature idonee sarà sicuramente di aiuto alla popolazione che gratuitamente ( o con pochissimi franchi ) potrà accedere a cure che abbiano un minimo di dignità .
Sarà un’ulteriore grande sforzo che dovremo fare a tutti i costi , nel limite delle nostre forze , per il benessere della nostra gente .
Verosimilmente questo progetto partirà solo quando qualcuno di noi potrà permettersi di trasferirsi per lunghi periodi per gestirlo al meglio senza caricare Stefania di altri impegni poiché da sola non può gestire tutto .